«L’ecumenismo come metodo di confronto su ambiti comuni a tutti» Mons. Luca Bresan

Nel primo giorno dell’anno torna un gesto di fede bello e comunionale, quando i rappresentanti del Consiglio delle Chiese cristiane di Milano giungeranno in Duomo per la Messa per la pace delle 17.30 e poi dialogheranno, come tradizione, con l’Arcivescovo: sarà il primo incontro di monsignor Delpini nella sua veste di Pastore della Diocesi. «Sì, è proprio così – conferma monsignor Luca Bressan, vicario episcopale e presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo -. Inoltre sarà anche una tappa significativa del cammino del Consiglio delle Chiese, che festeggia i 20 anni di vita e che ormai conta ben 19 aderenti».

 

Più volte, negli anni scorsi – specie nell’incontro del primo giorno dell’anno -, il cardinale Scola ha detto che l’ecumenismo è questione di popolo e non di élites religiose…
Non potrebbe essere altrimenti. Vivere un ecumenismo di popolo vuol dire fare del dialogo tra le Chiese, e del cammino di comunione tra esse, non semplicemente un contenuto, ma un metodo. Ciò significa che non si tratta di invitare le Chiese a mettere a tema il dialogo tra loro, ma di praticare il confronto su ambiti che riguardano tutti, come il futuro della fede e della Chiesa. Penso, per esempio, al cammino fecondo intrapreso con più di una Chiesa ortodossa presente in Diocesi, affrontando temi comuni quali la fatica di trasmettere la fede alle nuove generazioni. Un problema davvero interessante e su cui lavorare a livello ecumenico, perché fa vedere il “tanto” che unisce rispetto alle differenze che dividono.

Ciò che aggrega, quindi, è ciò che ci deve unire in modo più profondo e stabile?
Il Consiglio delle Chiese ha proprio questo scopo: aiutarci, aiutare i credenti, ma anche l’intera città di Milano e il territorio, a riconoscere che professiamo la fede nello stesso Dio Padre. Ė questo racconto delle esperienze significative, vissute nelle varie comunità cristiane, che ci permette un confronto effettivo e proficuo.

Come si svolgerà l’incontro tra l’Arcivescovo e i rappresentanti delle Chiese?
Come sempre in Duomo ci sarà la preghiera per la Pace. Una preghiera corale perché, mentre invochiamo una sempre maggiore unità della Chiesa, cerchiamo e vogliamo anche praticarla, appunto con la preghiera. Poi ci recheremo tutti insieme nella Cappella del Palazzo arcivescovile, dove dialogheremo con monsignor Delpini ascoltandolo e confrontandoci sui frutti che questi venti anni di Cccm hanno portato. Cominceremo anche ad ascoltare il tema della Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani – quest’anno tratto dal libro dell’Esodo (15,6) «Potente è la tua mano, Signore» -, che indica la possibilità di riconoscere la presenza della mano di Dio che ci guida nella storia. Sarà interessante anche la condivisione con le altre Chiese del cammino di rilettura che la Diocesi intende proporre nel Sinodo minore “Chiesa dalle genti”. Ovvero, come il mutamento in atto nella società e nella cultura sia un cambiamento pure per la Chiesa. Il Sinodo non può che interrogarci anche a livello ecumenico.

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