Perchè Taddeide

Apostolo San Giuda Taddeo, statua che se venera nel nostro Santuario dedicato a lui.

 

La volontà di Mons. Giulio Penitenti di costruire un santuario che fosse dedicato alla venerazione dell’Apostolo San Giuda Taddeo risale al mese di maggio 1951, cioè al momento in cui, dovendo lasciare la Casa di Pian Paradiso, in quanto il Vescovo Mons. Roberto Massimiliani, scaduto il quinquennio di prova concessogli dal suo predecessore Mons. Santino Margaria, non gli venne rinnovato, anzi, gli venne ingiunto di andare via.

Durante le sue ricerche per stabilire una nuova sede, il Fondatore aveva rivolto il suo sguardo al Conventino – ormai abbandonato dai Frati, ma dato in affitto per 15 anni a terzi – ma doveva superare enormi ostacoli per ottenerlo: l’ingente somma per acquistarlo; lo scioglimento del contratto con la persona che lo abitava. Letteralmente disperato per questa situazione, gli venne consigliato dalla sua ex maestra delle Scuole Elementari Annita Pedrini di rivolgersi al Santo dei “casi disperati” San Giuda Taddeo, santo di cui egli celebrava la memoria nel Breviario e nella Santa Messa, soltanto nel suo giorno liturgico indicato dalla Chiesa cattolica (28 ottobre).

Seguito il consiglio della sua ex maestra, invocò ardentemente San Giuda Taddeo e, una dopo l’altra, ottenne le grazie desiderate. Il segno evidente della sua protezione lo ebbe quando, recatosi in quello stesso al Monastero dei Trappisti delle Tre Fontane per avere in prestito la somma occorrente  per il riscatto del conventino, sostando in preghiera nella chiesa accanto, scoprì, con grande sua consolazione, che l’unico lume acceso era quello situato davanti all’immagine di San Giuda Taddeo:

San Giuda Taddeo, il Santo Apostolo protettore nei casi disperati, all’indomani di quell’incontro mi fece ottenere tutto, tutto, tutto: In modo veramente miracoloso e misterioso. Ed è proprio da allora, da quell’incontro con quell’esserino sulla gradinata della Chiesa del “Gesù” a Roma, la maestra Annlta Pedrini, e da quel miracolo di milioni sonati e sonanti che mi consentirono di dar nuova vita alla “Casa dei Piccoli Operai Oblati e Oblate della Chiesa” e di dare inizio alla cittadella ecumenica TADDEIDE, in onore del grande Apostolo TADDEO, che la mia devozione, la mia, riconoscenza ed il mio culto di invocazione e di imitazione vanno ognora più ingigantendosi, perché i favori avuti, per me e per tutti voi, amici miei carissimi ed amatissimi, sono stati e sono tuttora innumerevoli, e cresceranno sempre più, a gloria dl Dio e a beneficio dl tutti. Ho trovato l’Apostolo San Giuda Taddeo sul mio cammino.